Calcolosi renale: cos’è e come si cura?
La calcolosi renale è una condizione molto comune: si formano dei “sassolini” (calcoli) all’interno dei reni o lungo le vie urinarie. Questi calcoli nascono quando alcune sostanze presenti nelle urine (come calcio, ossalato, acido urico) si concentrano troppo e cristallizzano. In molti casi restano silenziosi; in altri, possono muoversi e causare sintomi anche intensi.
Vediamo insieme come riconoscere i sintomi, quando preoccuparsi e a chi rivolgersi se vivi a Caserta e provincia.
Quali sono i sintomi della calcolosi renale?
Il segnale più caratteristico è la colica renale: un dolore molto forte che parte dal fianco o dalla schiena e può irradiarsi verso l’inguine, spesso a ondate. In base alla posizione del calcolo, possono comparire anche disturbi urinari e sintomi generali. In particolare, è utile fare attenzione a:
- bruciore o dolore durante la minzione
- aumento dello stimolo a urinare
- urine torbide o maleodoranti
- sangue nelle urine (anche in piccole quantità)
- nausea e vomito
Un capitolo a parte meritano febbre e brividi: se si presentano insieme al dolore, possono indicare un’infezione urinaria associata e richiedono una valutazione rapida.
Come si fa la diagnosi?
La diagnosi si basa su visita urologica , sintomi e su esami mirati. In genere, l’ecografia reno-vescicale è un primo passo utile perché è rapida e non invasiva, ma in diversi casi l’esame più preciso per definire dimensioni e posizione del calcolo è la TAC senza mezzo di contrasto. A supporto, possono essere richiesti esami delle urine e del sangue, soprattutto se si sospettano infezione o sofferenza renale.
Come si cura la calcolosi renale?
La cura dipende da tre aspetti: dimensione del calcolo, posizione e sintomi. Non sempre serve un intervento: molti calcoli piccoli possono essere espulsi spontaneamente con una corretta gestione medica e controlli adeguati. In questi casi, l’obiettivo è controllare il dolore e favorire l’espulsione in sicurezza, usando:
- antidolorifici/antinfiammatori su indicazione medica
- farmaci che, in casi selezionati, aiutano il passaggio del calcolo
- idratazione adeguata e monitoraggio
Quando invece il calcolo non si muove, provoca dolore persistente o crea ostruzione, si possono valutare procedure non chirurgiche come la litotrissia extracorporea (frantumazione con onde d’urto), indicata in situazioni specifiche.
Nei casi più complessi o per calcoli più grandi, l’urologo può proporre trattamenti mini-invasivi, come ureteroscopia con laser o tecniche per calcoli voluminosi. La scelta è sempre personalizzata e tiene conto della sicurezza e del recupero del paziente.
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